Lo sganciamento del PDL dall'allenza sostenitrice di governo ha fatto saltare i piani di Monti. Forse. In effetti, le persone che credevano che Berlusconi non sarebbe disceso in campo speravano invano. Nel Novembre del 2011 Berlusconi lasciò semplicemente per una questione economica e di immagine. Per farlo "sloggiare" Berlusconi dovette perdere capitali ingenti con la sua Mediaset. Inoltre il fuoco incrociato dei media internazionali lo fece diventare peggio di una barzelletta. E poi eccolo lì, il nostro salvatore. Mario Monti from Europe. L'eroe che avrebbe rimesso l'Italia al suo posto nel panorama internazionale, ridandole quella credibilità persa per colpa del governo precedente e delle sue nefandezze.
La realtà dei fatti ci impone però di fare alcune considerazioni ritenute da me fondamentali. Se si dovesse discutere dell'uomo Berlusconi, dell'uomo Monti o di qualunque altra figura politica italiana di spicco, potremmo indubbiamente utilizzare quantità di tempo immane. Senza cavare un ragno da un buco. Commentando prettamente l'azione politica, da quella economica a quella estera, è possibile invece osservare come i due personaggi sono agli antipodi. Il primo è un antieuropeista convinto, il secondo è pro Unione Europa ed Euro. La politica estera di Berlusconi è sempre stata atta allo sganciamento italiano dall'Europa e, in particolar modo, dagli Stati Uniti. Esempi chiari e lampanti sono stati gli stretti rapporti coltivati tra il Cavaliere stesso e Gheddafi, oltrechè con Putin. Chi pensa che queste relazioni interpersonali siano state impostate solamente per permettere a Berlusconi di trovare compagni di giochi o di merende, potrebbe non corrispondere al vero. Ricordiamo che Russia e Libia erano e sono tuttora due nazioni ricche di materie prime, nel particolar caso di petrolio e gas naturale. Gli accordi stipulati tra lo stato italiano e i due paesi stranieri ci avevano, infatti, dato una sorta di politica energetica alternativa a quella petrolaraba. Controllata dagli americani. Soprattutto dopo l'esito del referendum sul nucleare. Anche quella era un'alternativa, non so quanto valida, al petrolio. Monti invece ha riportato l'Italia sui binari europei. Più che europei, nord europei. Ciò che Monti ha fatto è stato far scendere lo spread.
Gli altri indicatori macroeconomici sono peggiorati. Questo è il risultato delle politiche di austerità europee che Monti ha implementato nel nostro paese. I consumi delle famiglie si sono contratti e di conseguenza la produzione delle imprese è andata calando. Quindi le aziende chiedono meno soldi alle banche, e quando lo fanno, è più per ripianare i bilanci che per fare investimenti. Conseguentemente la gente inizia a perdere il lavoro. Senza stipendio l'italiano non potrà comprare una casa, e quindi la percentuale di richieste di mutui crolla. Ma che ci importa? Lo spread è calato.
Lo stato è salvo perchè ora paga meno interessi sui titoli pubblici che emette! Per raggiungere questo importante obiettivo si è fatta una riforma delle pensioni altamente discutibile. Si è modificato l'articolo 18 per essere flessibili come la Germania (ha richiesto). Si sono fatti tagli orizzontali al welfare.
Forse qualcuno non si è accorto di questi dati. Adriana Cerretelli, del Sole 24Ore, dice :"Preoccupa e molto, invece, il rischio di vedere interrotto il cammino di
consolidamento dei conti pubblici, delle riforme strutturali in larga
parte ancora da fare e del recupero di credibilità del paese"
La cosa interessante è che la tabella sopra postata è del Sole24Ore eche, Adriana Cerretalli, auto smentisce la sua testata. La tabella mostra inequivocabilmente come il consolidamento dei conti pubblici non ci è stato. Debito pubblico aumentato. Rapporto deficit/PIL aumentato. PIL calato di due punti percentuali. Le riforme strutturali non si sono viste, a parti gli obbrobri sopra citati.
Adriana però aggiunge :"In entrambi i casi l'austerità non sarà rimessa in discussione, perché
ritenuta strumento necessario a carburare una crescita sostenibile. Però
sarà finalmente ammortizzata da stimoli europei all'espansione
economica, agli investimenti nell'industria, nell'innovazione, nelle
infrastrutture, nell'energia". Vero è che la speranza è dura a morire ma sperare che gli asini guidino navicelle spaziali mi sembra altamente fuori luogo. Come aspettarsi che dalle politiche di rigore e austerità ci possa essere una ripresa economica. Nella storia non mi ricordo ci siano stati casi del genere
Il terrore del Sole24Ore riguardante il ritorno di Berlusconi è solamente uno. Meno Europa se non addirittura l'uscita dalla stessa. Facendo parte del Partito Unico dell'Euro vedremo nel prossimo periodo attacchi di panico installati quotidianamente nella gente con articoli anti-Berlusconi, sul rialzo dello spread, sulla perdita di credibilità internazionale. Il tutto condito con dati, statistiche parzialmente veritiere.
Attualmente i primi due giorni successivi alla ridiscesa in campo di Berlusconi si sono conclcusi con un miglioramento sensibile del Ftse Mib, e lo spread in rialzo di 10 punti. Sicuramente ci sarà da aspettarsi minacce come quelle delle agenzie di rating (vedi Hollande e Francia). Oltrechè campagne giornalistiche pro Monti e pro Euro. Sicuramente nei prossimi 3-4 mesi non ci si annoierà.
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mercoledì 12 dicembre 2012
martedì 20 novembre 2012
Il tramonto del Sole(24ore): parte 1
Il complottista medio ritiene, spesso e volentieri, che alcune fonti di informazione vadano assolutamente evitate. Come la peste. In realtà, disponendo di sostanzioso tempo, è utile avere a disposizione varie fonti che siano diverse tra loro. Anche quando esse lo sono in maniera finta e stucchevole. La ovvie qualità necessarie per leggere o ascoltare codeste miniere di notizie sono la perseveranza e la pazienza. Chi pensa che il sottoscritto si stia riferendo alla qualità o alla faziosità dei testi è decisamente fuori strada. In realtà sono la lunghezza e la prolissità dei giornali/articoli ad essere insostenibili a mio modesto parere. Per chi ha avuto la fortuna o il coraggio di leggere un quotidiano inglese noterà come le notizie sono prive di arzigogoli, digressioni, ripetizioni e lungaggini varie. Probabilmente i nostri scribacchini nazionali faticherebbero a stare dentro il limite di parole imposto dal boss di turno.
Sfogliando il Sole 24Ore, giornale sempre presente ove sono domiciliato, con fare annoiato, è capitato sotto il mio sguardo disattento un articolo di Giuseppe Maria Pignataro.
L'articolo era intitolato "Riduciamo il debito per rilanciare il paese". Ammetto questa volta di essere stato colto da un attacco di malizia acuta. Mentre leggevo ridurre il debito nella mia testa rimbombava "taglio spesa pubblica". Dopo essermi autoinflitto insulti quali "complottista!" e "keynesianista!", e dopo aver gettato dalla finestra la foto di Alberto Bagnai da Pescara, mi sono deciso a leggere l'articolo in questione. Senza se, ma e scusanti di vario genere.
L'argomento che l'autore intende trattare è quello della riduzione del debito come causa virtuosa di rilancio economico del paese. Dopo una ventina di righe ecco arrivare finalmente le proposte concrete per far ripartire l'economia nostrana:
Il bombardamento mediatico che i cittadini subiscono riguardo al debito pubblico è aberrante. Tutta la colpa è del debito pubblico. Della casta e della corruzione. Quindi la spesa pubblica e il patrimonio pubblico vanno tagliati. Così abbassiamo il debito pubblico. Risparmieremo in spesa per interessi e ritorneremo a crescere. Peccato che non sarà così. Perchè il problema non è il debito pubblico. Il debito pubblico era alto anche prima. E negli altri paesi PIIGS non vi era un allarme debito pubblico come il nostro. Quindi le cause sarebbero da ricercare altrove.
Strano è che un giornale importante e stimato come il Sole 24Ore si lasci andare a questi articoli. Difficile risulta non essere maliziosi. Nonostante tutto preferisco sempre credere che gli altri siano ignoranti piuttosto che in cattiva fede.
Sfogliando il Sole 24Ore, giornale sempre presente ove sono domiciliato, con fare annoiato, è capitato sotto il mio sguardo disattento un articolo di Giuseppe Maria Pignataro.
L'articolo era intitolato "Riduciamo il debito per rilanciare il paese". Ammetto questa volta di essere stato colto da un attacco di malizia acuta. Mentre leggevo ridurre il debito nella mia testa rimbombava "taglio spesa pubblica". Dopo essermi autoinflitto insulti quali "complottista!" e "keynesianista!", e dopo aver gettato dalla finestra la foto di Alberto Bagnai da Pescara, mi sono deciso a leggere l'articolo in questione. Senza se, ma e scusanti di vario genere.
L'argomento che l'autore intende trattare è quello della riduzione del debito come causa virtuosa di rilancio economico del paese. Dopo una ventina di righe ecco arrivare finalmente le proposte concrete per far ripartire l'economia nostrana:
- "La prima è che per ritrovare un percorso di crescita è indispensabile far ripartire i consumi interni attraverso l'incremento dei redditi disponibili delle famiglie; riattivare una dinamica positiva degli investimenti pubblici e privati; riportare l'industria bancaria nella sua piena ed efficiente funzionalità".
- "La seconda è che senza liberazione di risorse adeguate non sarà possibile adottare politiche economiche che producano le condizioni per soddisfare le esigenze menzionate".
- "La terza è che, con una governance europea fortemente orientata al rigore e all'austerity, l'unica modalità per liberare risorse e rigenerarle è rappresentata dall'eliminazione immediata e diretta dell'eccesso di debito rispetto al prodotto, formatosi dal 2008 ad oggi e che ammonta a 400 miliardi di euro".
- "La quarta è che questa eliminazione, considerata la situazione dei mercati, può essere realizzata in modo efficiente ed efficace solo attraverso un riequilibrio (temporaneo) tra patrimonio pubblico (il nostro principale punto di debolezza) e il patrimonio privato (il nostro principale punto di forza), da realizzare con modalità eque e compatibili con la ripresa di un cammino virtuoso. Una vendita del patrimonio pubblico cedibile sul mercato potrebbe consentire di rimborsare nel tempo la tassa una tantum necessaria a conseguire l'abbattimento dello stock di debito".
- Giusto è affermare che senza la ripartenza dei consumi interni è difficile una risalita della china. Altrettanto giusto è dire che ciò dipende direttamente dagli investimenti pubblici( più che quelli privati). Essendo lo Stato, doverosamente con la S maiuscola, al servizio del cittadino e non del profitto, deve espandere la spesa in investimenti, ossia quella pubblica. Due parole anche sulla ripresa della centralità delle istituzioni bancarie. Le banche italiane sono quelle che hanno beneficiato maggiormente delle iniezioni LTRO (Long Term Refinancing Operation) della BCE. Invece di adoperare tale misura monetaria espansiva con modalità funding for lending, hanno fatto altro. Ammetto senza se e senza ma che l'istituzione bancaria è fondamentale nella nostra società. Senza di essa il capitalismo e quindi gli innumerevoli benefici derivanti da esso sarebbero sconosciuti a tutti. Bisogna ammettere però, senza timore, che le banche hanno causato questo disastro finanziario. Le stesse banche che, mentre piazzavano junk bond e creavano bolle, aumentavano i benefits del proprio management.
- Frase vaga e senza senso. Risorse adeguate per attuare politiche economiche che producano... In realtà sarebbe interessante far osservare a Pignataro due cose. La prima, legata per forza di cose al punto precedente, è che se le banche avessero utilizzato le diverse centinaia di miliardi ricevute dalle BCE per far indebitare le imprese e le famiglie (è il capitalismo bellezza! e si basa sul debito!), sicuramente la nostra economia non si troverebbe così affossata. La seconda concerne la nostra presenza nell'Unione Europea. Se mettiamo soldi per Essa (vedi Esm) e poi non vogliamo/possiamo riceverli perchè sarebbe segno definitivo di crisi/default, credo siano evidenti le divergenze di finalità nostre ed europee. Teoricamente dovrebbero essere i paesi che hanno maggiormente beneficiato di questa Unione a dover socializzare le perdite altrui. Proprio per il fatto che loro, i paesi del nord, si sono arricchiti non soltanto grazie alle riforme strutturali, al tessuto imprenditoriale, alla minor burocrazia, all'assenza di criminalità organizzata, alla maggior trasparenza dei politici, ma soprattutto tramite svalutazioni reali competitive (vedi Germania). Ma grazie soprattutto a questa Unione Europa che ha permesso ai paesi che avevano forti surplus di bilancia commerciale, di inondare i PIIGS di capitali e merci.
- Secondo Pignataro l'austerity della governance europea (che si legge Germania) non ci permette di fare le riforme che riterremmo opportune. Quindi ci lasciano l'unica opportunità di ridurre in qualche modo il debito accumulato dal 2008 con il calo del PIL e l'aumento della spesa per interessi sul debito pubblico. Abbiamo già visto che il PIL per tornare a crescere richiede investimenti e spesa pubblica. Ma non si può fare perchè abbiamo un debito pubblico in rapporto al PIL troppo elevato. Quindi dobbiamo tagliare la spesa improduttiva, insomma gli sprechi! Questo è l'unico modo che conoscono per ridurre il debito. Mi domando però come possa essere possibile chiedere al lupo di controllare l'agnello. Quindi portando l'esempio nella realtà che ci interessa com'è possibile chiedere alla classe dirigente e politica di ridursi....a 360°? Difficile. Anzi impossibile. Questo si tramuterà nella distruzione di qualche altro articolo costituzionale. Tagli netti e orizzontali, ma anche verticali, alla sanità, welfare. Insomma taglieranno i servizi ai cittadini. Servizi che i cittadini saranno costretti a pagare più salatamente, sia nel caso saranno forniti dallo Stato o dai privati. O nel peggiore delle ipotesi, dovranno rinunciare a tali servizi!
- Il quarto punto è la ciliegina sulla torta. Una chicca che il nostro Pignataro riserva per i palati fini. Ossia per quei complottisti/Keynesianisti ostici, che sono andati avanti a leggere. Stoicamente. Secondo lui i soldi potremmo trovarli nel settore immobiliare, precisando che esso è il nostro punto debole (il patrimonio dello stato) ma anche forte (riferendosi al patrimonio privato). Peccato che abbia dimenticato, accidentalmente (io non posso pensare male) che il patrimonio privato è stato toccato. L'inserimento dell'Imposta Municipale Unica è una patrimoniale! Eh si! Nuda e cruda. Quindi lo stato ha già recuperato un po di soldi dalle nostre tasche. Per quanto riguarda il patrimonio pubblico Pignataro sostiene che potremmo vendere sul mercato (anche perchè non esistono altri posti per farlo) il patrimonio che, secondo qualcuno, dovrà essere tagliato. Peccato che il prezzo di un prodotto che si mette sul mercato è deciso dal mercato stesso. E non dal venditore come qualcuno vorrebbe suggerire. Quindi dalla legge della domanda e dell'offerta. Essendo in una crisi finanziaria nata da una bolla immobiliare, ritengo difficile che si riuscirà a "piazzare" al prezzo desiderato il bene considerato cedibile. Semmai bisognerà svenderlo. E perchè mai dovremmo svendere il patrimonio pubblico, ossia di tutti i cittadini? Questo non è dato saperlo.
Il bombardamento mediatico che i cittadini subiscono riguardo al debito pubblico è aberrante. Tutta la colpa è del debito pubblico. Della casta e della corruzione. Quindi la spesa pubblica e il patrimonio pubblico vanno tagliati. Così abbassiamo il debito pubblico. Risparmieremo in spesa per interessi e ritorneremo a crescere. Peccato che non sarà così. Perchè il problema non è il debito pubblico. Il debito pubblico era alto anche prima. E negli altri paesi PIIGS non vi era un allarme debito pubblico come il nostro. Quindi le cause sarebbero da ricercare altrove.
Strano è che un giornale importante e stimato come il Sole 24Ore si lasci andare a questi articoli. Difficile risulta non essere maliziosi. Nonostante tutto preferisco sempre credere che gli altri siano ignoranti piuttosto che in cattiva fede.
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